Luciano Turcato – Uno sportivo d’eccezione per Goito
A cura di Marco Dallabella

Presentazione
In queste pagine riportiamo brevemente alcune fasi della carriera sportiva del nostro concittadino Luciano Turcato (1924 – 22 dicembre 2013). Classe di ferro 1924, da giovanissimo risulta al terzo posto nella classifica nazionale del lancio del peso, ma è nel rugby dove egli dimostra le sue grandi doti ricoprendo il ruolo di terza linea – flanker e all’occorrenza pilone. Milita nella massima serie con la maglia del Rugby Brescia. Diventa anche il capitano della nazionale con la quale nei primi anni ’50 gioca nella Coppa Europa contro alcune delle nazionali più forti del continente tra le quali la blasonata Francia. Il suo esordio con gli azzurri avviene nella partita giocata e vinta contro la Spagna il 13 aprile 1952 a Barcellona. Il 3 febbraio 2013 in occasione dell’esordio della nazionale azzurra nel Torneo delle Sei Nazioni contro la Francia, Luciano Turcato è stato premiato con il “Cap”, il cappellino azzurro di panno con pon- pon dorato che certifica le presenze con la maglia azzurra.

La Carriera
Dopo la riuscita nel dopoguerra, il Rugby CSI Brescia, inizia ad inserire giovani di prospettiva. Nella stagione 1947- 1948 dall’atletica arriva Luciano Turcato. Un lanciatore di peso fisicamente fortissimo che nella disciplina era arrivato al terzo posto nazionale, subito dietro ai mostri sacri Angiolo Profeti e Adolfo Consolini che in seguito diventerà il fenomenale discobolo vincitore di un olimpiade e pluriprimatista del mondo.
In quella stagione la squadra azzurra milita in serie B. Guidata dal francese Roger Henryon gioca nell’angusto Stadio Militare, dove il pubblico spesso è talmente assiepato da invadere il terreno di gioco. La stagione si chiude con una cavalcata trionfale che porta per la prima volta in assoluto la squadra lombarda verso la serie A, che il Brescia raggiunge imbattuto. Nel campionato 1949- 1950 la società viene rifondata con il nome di AS Rugby Brescia, il colore delle maglie è sempre l’azzurro e la sede si trova presso il Ristorante Pio in Piazza Duomo n° 7 (ora Piazza Paolo VI).
Il nuovo allenatore è Invernici e le partite vengono giocate presso lo stadio del calcio, molto più capiente e funzionale, dato che per capirci, nel vecchio Stadio Militare i giocatori si lavavano tutti in un unica fontanella. Turcato fa parte del pacchetto di mischia. La squadra chiude la stagione al
l’ottavo posto. L’anno successivo il Brescia ottiene vittorie prestigiose contro il Parma campione d’Italia e contro la Roma all’Acquacetosa. Il tecnico Invernici in quell’occasione offrì come premio una cena in un ristorante del rinomato quartiere dei Parioli. Il Brescia conclude il campionato al sesto posto. Per Luciano arriva inoltre la grande soddisfazione della prima convocazione in Nazionale guidata da Renzo Maffioli e dal mitico Julien Saby.

Nelle stagioni successive la squadra bresciana conclude ottimi campionati con un terzo e un sesto posto. Luciano Turcato conclude la sua esperienza sportiva nel 1956 nella squadra della città della Leonessa. L’età e gli acciacchi fisici determinano la sua decisione, con il rimpianto comune a molti altri atleti di non aver potuto esprimere compiutamente il proprio talento a causa della seconda guerra mondiale.

Gli anni con la Nazionale
Luciano Turcato ha indossato per cinque volte la maglia della nazionale azzurra guidata nei primi anni cinquanta da Renzo Maffioli, partecipando inoltre a diversi incontri con la maglia verde delle rappresentative non ufficiali che si scontravano con squadre di rango internazionale compresi i maestri britannici. L’ossatura della squadra era rappresentata dai giocatori del Rugby Milano, Rugby Roma, Rovigo e Parma. Tra i suoi compagni di squadra ricordiamo Paolo Rosi che divenne un famosissimo teleradiocronista sportivo. Su you tube è presente un filmato a cura della settimana Incom della gara tra Italia e Germania Ovest del 27 Aprile 1952 giocata a Padova allo Stadio Plebiscito. Turcato indossa la mglia numero 7

Il link relativo è :http://www.youtube.com/watch?v=Zg0r_azu8yY

Debutto
Spagna – Italia a Barcellona, 13 Aprile 1952

Ultimo incontro
Romania – Italia a Bucarest, 24 Maggio 1953

IL RUGBY
Il rugby è uno sport di squadra diffuso, nelle sue varianti, in buona parte del mondo: nel Regno Unito e negli Stati dell’ex Impero Britannico, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Figi, Sudafrica, ed in Francia, Italia, Argentina, Romania e in costante aumento di popolarità in Georgia, Giappone, India, Marocco, Kenia, Namibia, e in diverse altre nazioni di Oceania ed Asia. Il gioco del rugby è diviso, essenzialmente, in due grandi codici regolamentari a seconda del numero di giocatori in ogni squadra: il rugby a 15 (o rugby union) e il rugby a 13 (o rugby league), gestiti da due federazioni e organismi internazionali diversi e in nessun modo collegati fra loro. Il rugby union e la sua variante a 7 dipendono dalla stessa federazione internazionale, l’International Rugby Board (IRB), mentre il rugby league dipende dalla Rugby League International Federation (RLIF). È definito come uno sport di combattimento e di situazione e per gentiluomini. È uno sport di contatto e combattimento perché il confronto fisico tra i giocatori è una costante del gioco. Il rugby è anche definito sport di situazione perché nella sua evoluzione sta diventando sempre più importante la capacità di comprendere il contesto momentaneo (momento tattico) in cui ogni fase della partita si sviluppa concretamente. La stessa definizione dei ruoli, effettiva nelle fasi di ripartenza da situazione statica, appare, nel rugby moderno, riduttiva rispetto alla necessità, per ogni giocatore, di adattarsi a qualsiasi posizione in campo e a qualsiasi fase di gioco.
La leggenda attribuisce a Willia Webb Ellis, uno studente della scuola di Rugby, cittadina del Warwickshire presso Coventry in Inghilterra, l’invenzione dell’omonimo gioco: nel 1823, in occasione di una partita di football giocato con regole ancora non standardizzate, William Webb Ellis raccolse la palla con le mani e iniziò a correre verso la linea di fondo campo avversaria per poi schiacciarla oltre la linea di fondo campo urlando: “Meta!”. questo gesto stupì ed incuriosì molte persone, che iniziarono a praticare questo “sport”. In suo onore è tuttora presente una statua di bronzo davanti alla scuola dove è stato “inventato” il grande sport del rugby.

Il Pallone da Rugby
Le prime cose che si notano quando si arriva a un campo di rugby sono gli immensi pali che si stagliano nel cielo e la palla. La domanda che sorge spontanea quando la si vede scendere dopo uno degli altissimi calci è “Ma cos’è quella palla ovale?”. Come disse Gianni Brera “Il rugby è nato per un ingiurioso sberleffo alla virtù pedatoria dei plebei” e, infatti, calciare un pallone di rugby è compito difficilissimo. Ma da dove nasce questo elemento fondamentale del rugby?Ovviamente il pallone da rugby nacque proprio a Rugby. Richard Lindon (1816 – 1887) e William Gilbert (1799-1877) erano due calzolai, i cui laboratori artigianali erano proprio nei pressi del famoso college dove William Webb Ellis inventò il rugby. Questa vicinanza (Gilbert addirittura lavorava proprio di fronte ai campi sportivi) portò Lindon e Gilbert a divenire i fornitori ufficiali di palloni da calcio per la scuola. Si trattava ancora di palle fatte con quattro strisce di cuoio cucite insieme per trattenere una vescica di maiale gonfiata. Questa vescica , per sua naturale conformazione, non veniva mai tonda. Anzi, veniva quasi sempre ovoidale o, come dicono gli esperti, a forma di prugna. In un certo senso, quindi, la palla da rugby è esistita prima del rugby.
Gilbert, per la gioia dei ragazzi, produceva anche fionde, fattore che lo fece spesso preferire a Lindon anche per l’acquisto dei palloni.
Fu proprio dalla fine degli anni ’40 che i nomi di Lindon e (soprattutto) Gilbert vennero associati alla palla ovale, un’associazione che è arrivata fino ai giorni nostri, con la Gilbert che è la più importante produttrice di palloni da rugby al mondo. Nel 1851, in occasione della Fiera Espositiva di Londra, Gilbert preparò un pallone speciale che si può vedere ancora oggi nel museo dell’azienda. A William successe il nipote James che aveva fama di avere una spaventosa capacità polmonare in grado quindi di gonfiare qualsiasi pallone. Egli ebbe l’idea di introdurre una speciale tubatura nei palloni che gli permise di gonfiarli più velocemente e di riempirli completamente d’aria. Fu un successo incredibile e quando, nel 1906, morì e gli successe il figlio James John Gilbert, l’azienda di famiglia era già una realtà importante. JJ non era solo un artigiano, ma anche un appassionato giocatore di rugby e un patriota, infatti morì in Francia nel 1917, servendo la Patria durante la Prima Guerra Mondiale. A JJ successe James (sì, una famiglia brava a fare palloni, molto meno a scegliere nomi fantasiosi!) e fu con la quarta (e ultima) generazione di Gilbert che il marchio di famiglia divenne mondiale. Prima di vendere l’azienda, infatti, James III riuscì a imporre i propri palloni dall’Inghilterra alla Nuova Zelanda, dal Sud Africa all’Australia. E, ancora oggi, Gilbert è il pallone scelto per i Mondiali di rugby, fin dal 1987.Il peso dell’ovale è di 410 grammi.

Dimensioni del campo
Minimo: 66 X 119 metri (di cui 100 senza contare le aree di meta);
Massimo: 69 X 144 metri;
Al centro del campo si trova la linea di metà campo, a dieci metri da questa, da entrambi i lati si trova la linea tratteggiata dei dieci metri; a ventidue metri dalla linea di meta si trova la linea dei ventidue metri. A 5 metri dalla linea del fallo laterale ai lati del campo si trova la linea dei cinque metri, così come in prossimità dell’area di meta. A 15 metri dalla linea del fallo laterale ai lati del campo si trova la linea dei quindici metri. L’area di meta è delimitata dalla linea di meta e dalla linea di pallone morto.

Dimensioni della porta
I pali della porta, piazzati al centro della linea di meta, sono 2 montanti rotondi di oltre 4 metri di altezza, da considerarsi prolungantisi all’infinito; essi distano tra loro 5, 64 metri e sono uniti da una barra orizzontale il cui filo superiore è a 3 metri dal terreno.
La durata di una partita è di 80 minuti, divisi in due tempi uguali da 40′: si considera il tempo effettivo senza recupero (salvo eccezioni particolari). Il termine di entrambi i tempi viene decretato dall’uscita del pallone, da una meta o da una mischia. Originariamente, l’intervallo era decretato a pura scelta dell’arbitro; attualmente, l’arbitro concede 10 minuti di riposo.
Ogni squadra può schierare fino a 15 giocatori più 7 riserve: non ci sono numeri fissi e va rispettata la numerazione 1-22, in particolare 1-8 per il pacchetto di mischia, 9-10 per i mediani, 11-14 per i tre quarti, 15 l’estremo. Sostanzialmente, paragonandolo al calcio , il numero 15 è l’attaccante principale ed il numero uno il difensore. Quando si legge una formazione il giocatore in cima alla lista è il numero 15, l’ultimo il numero uno.

Scopo del gioco
lo scopo del gioco è totalizzare più punti della squadra avversaria attraverso i tre sistemi leciti : meta e relativa trasformazione, drop o calcio di punizione. Nel corso della sua storia il rugby ha cambiato più volte il sistema di punteggio.
Inizialmente contavano solo le trasformazioni e i drop, e le mete valevano 1 punto chiamato “goal” (in effetti il termine “try” usato in inglese, significava proprio che dava il diritto a “provare” il calcio). Non si potevano tentare calci a punto sulle punizioni, ciò fu permesso solo dal 1893. Tra il 1888 e il 1977 era possibile tentare di “trovare una porta” con il “calcio da mark” (effettuato con la tecnica del drop). Si ha diritto a calciare senza disturbo degli avversari dopo aver raccolto al volo la palla dopo un calcio (up-and-under) avversario. Oggi si può fare solo raccogliendo la palla nei propri 22 metri e dal 1977 non si può calciare in porta. I punti furono introdotti, almeno in Inghilterra, nel 1886.
Ogni meta realizzata vale cinque punti. Una meta si realizza depositando con una mano o le mani il pallone nell’area di meta avversaria direttamente. La squadra che ha realizzato una meta ha diritto a un calcio di conversione o trasformazione che vale due punti: il calcio s’effettua dalla posizione perpendicolare al punto di realizzazione della meta con lo scopo di far superare al pallone la sbarra trasversale della porta. Altri tipi di calci sono quelli di punizione e di rimbalzo che se realizzati danno diritto a tre punti. Il calcio di punizione come quello di conversione viene definito piazzato in quanto il pallone è fermo sul campo invece il calcio di rimbalzo avviene durante un’azione di gioco dopo aver fatto rimbalzare il pallone sul campo.

COPPA EUROPA 1952
La Coppa Europa di Rugby del 1952 fu il quarto campionato organizzato dalla FIRA. Durante l’Assemblea del 20 Maggio 1951 fu deciso che il nome del Torneo sarebbe stato Coppa Europa. Immediatamente dopo la guerra, nel 1947 era intanto ripreso il prestigioso Cinque Nazioni che vedeva impegnate le fortissime nazionali britanniche e la Francia che era
l’anello di congiunzione tra il gotha rugbistico europeo e i paesi emergenti. La Coppa Europa era la sfida tra il meglio del resto continentale. La formula prevedeva che la Francia , vincitrice dell’ultima edizione anteguerra nel 1938, avanzasse direttamente alla finale dove avrebbe incontrato la vincente delle sfide che avrebbero visto coinvolte le squadre di Belgio, Germania, Romania, Italia.

Il sistema di punteggio in vigore era:
– meta: 3 punti;
– trasformazione: 2 punti;
– calcio di punizione: 3 punti;
– drop 3 punti;
– Goal from mark (Era un vecchio modo di calciare un drop “annunciandolo”prima del calcio) 3 punti.

RISULTATI
Torneo preliminare

SEMIFINALI
Hannover 2 Marzo 1952
Germania Ovest – Belgio: 16- 9
Barcellona 13 Aprile 1952 Stadio Montjuich
Spagna – Italia: 0-6

Formazioni
Spagna: Corominas, Zuaso, Marcelino, DeMiguel, Martres, Compagnon, Rabazza, Moret, Blanch, Encabo Torres, Merinero, Rodira, Alcora, Macias, Martinez.
Italia: Tartaglini, Zucchi, F.Martinenghi, Farinelli, Gerosa, Santopadre, Cecchetto, Aiolfi, L. Turcato, Masci, Riccioni, Dari, Fornari, De Santis, Gabanella.
Marcatori: Calcio di Punizione: Cecchetto 46′.
Meta: Gerosa 62′.
Arbitro: Barbe, Francia.

FINALE
Padova 27 Aprile 1952 Stadio Appiani
Spettatori: 20000
Italia – Germania Ovest: 14-6

Formazioni
Italia: Tartaglini, Rossini, Rosi, F.Martinenghi, Gerosa, Santopadre, Cecchetto, Aiolfi, L.Turcato, Masci, Riccioni, Dari, Fornari, Mancini, Grasselli
Germania Ovest: Ritter, Wiegmann, Birke, Billerbeck, Bock, Linneweh, W.Schumann, Biller, Jager, Platte, Eggers, Schmitt, Gross, Wostendieck, H.Schumann
Marcatori: Meta Gerosa 21′, Calcio di Punizione Ritter 31′, Meta Masci Trasformazione Cecchetto 39′, Drop W. Schumann 74′, Meta Rosi 76′, Meta Masci 78′
aso, Marcel.
Arbitro: Taddei, Francia.

FINALISSIMA
Arena di Milano 17 Maggio 1952
Spettatori : 5000
Italia-Francia: 8-17

Formazioni
Italia: 15.Silvano Tartaglini (cap), 14.Pietro Stievano, 13.Paolo Rosi, 12.Emilio Andina, 11.Enzo Gerosa, 10.Riccardo Santopadre, 9.Aldo Cecchetto-Milani, 8.Mario Percudani, 7.Gianni Aiolfi, 6.Primo Masci, 5.Leonardo Riccioni, 4.Paolo Dari, 3.Giorgio Fornari, 2.Gennaro Mancini, 1.Luciano Turcato.
Francia: 15.Pierre Guilleux, 14.Georges Brun, 13.Roger Martine, 12.Jacques Mauran, 11.Lucien Roge, 10.Michel Lecointre, 9.Paul Lasaosa, 8.Guy Basquet (cap), 7.Jean-Roger Bourdeu, 6.Jean Prat, 5.Bernard Chevallier, 4.Lucien Mias, 3.Andre Sanac, 2.Paul Labadie, 1.Rene Bienes.
Marcatori: Meta Rogè 8′, Meta Percudani 36’Trasformazione L.Turcato, Calcio di Punizione Cecchetto 42’Calcio di Punizione Jean Prat 50′, 72’Meta Benes 75′, Meta Basquet 77′.

TOUR DELLA NAZIONALE ITALIANA
Hannover 17 maggio 1953
Rudolf Kalweit Stadion 18000 Spettatori
Germania Ovest – Italia: 3-21

Formazioni
Germania Ovest: Wegner, Wiegmann, Birke, Petain, Ohleiser, Zendelmann, Schwarz, Biller, Wurkepfenning, Platte, Zapfe, Schmitt, Gross, Niebel, Borkowsky.
Italia: Barbini, Stievano, Rosi, Bettarello, Marini, Gerosa, Pisaneschi, Turcato, Mancini, Fornari, Dari, Riccioni, Lanfranchi, Barillari, Zanchi.
Marcatori: 6’Meta di Dari, 12’Meta di Zendelmann, 51’Meta di Dari, 58’Meta di Dari Trasformazione di Marini, 69’Meta di Rosi Trasformazione di Marini, 78’Meta di Lanfranchi Trasformazione di Marini.
Arbitro: M.Delmas, Francia.

GIOCHI MONDIALI DELLA GIOVENTÙ
Bucarest , 24 Maggio 1953
Stadio Dinamo Bucarest
Spettatori: 20000
Romania – Italia: 14-16

Formazioni
Romania: Buda, Ghiuzulea, Nanu, Caligari, Dobre, Ilie, Ionescu, Doicu, Dumitrescu, Moraru, Blagescu, Mehedint, Luric, Soculescu, Pircalatescu.
Italia: Barbini, Stievano, Rosi, Bettarello, Gerosa, Marini, Pisaneschi, Zanchi, Battaglini, Lanfranchi, Barillari, Dari, Fornari, Mancini, L.Turcato.
Marcatori: Meta Fornari 9′ Trasformazione Battaglini, Meta Dumitrescu 16′, Calcio di Punizione Battaglini 19′, Drop Pisaneschi 35′, Meta Mehedint 54′, Meta Rosi Trasformazione Battaglini 55′, Meta Nanu 73′, Meta e Trasformazione Buda 79′.
Arbitro: R. Taddei, Francia

Fonti

  • “Il Rugby a Brescia. Dai Pionieri ai Campioni 1928-1975” – di Ugo Ranzetti e Beppe Vigasio. Marco Serra Tarantola Editore 2003;
  • “2000 Italia in Meta. Storia della mazionale italiana di rugby dagli albori al sei nazioni” – GS Editore 2000;
  • Archivio Storico digitale de L’Unità;
  • Archivio Storico digitale della Stampa;
  • espnscrum.com;
  • you tube:
  • wikipedia;
  • rugby 1823;
  • fulvioscaglione.com.

Un particolare ringraziamento a Fede Messedaglia e Paolo Belladelli per le immagini fotografiche messe a disposizione.